Due parole sul metodo

Riflettendo sul mio modo di insegnare lo Yoga è sorta in me l'idea di vedere le similitudini che c'erano tra alcuni aspetti di questo metodo e gli elementi che costituiscono il nostro mondo esterno e quello interno! Proverò quindi a trovare delle metafore che potranno aiutarvi a comprendere la mia proposta d'oggi. Dopo 40 anni di pratica e dopo aver sperimentato diversi tipi di lavoro, ho messo a punto un metodo che ho costatato essere efficace negli anni di insegnamento, perchè risponde ai bisogni delle diverse tipologie di persone.

Partendo dal fatto che non potevo rispondere a tutte le esigenze degli allievi di un gruppo, ho puntato sulla duttilità dello yoga immaginando che fosse come l'acqua, ora se pensiamo a questo meraviglioso dono dell'Universo, vediamo che una delle principali qualità dell'acqua è che si riesce ad adattare a qualsiasi recipiente senza modificare la sua sostanza, ecco che senza perdere d'occhio la centralità della persona posso con questo metodo di lavoro mantenere lo sguardo sull'essenzialità di ciò che propongo.
Il centro di questo lavoro è l'ascolto, sviluppare la capacità di ascoltarsi è la priorità, quindi la prima cosa importante per me, è dare all'allievo gli strumenti per poter vivere l'esperienza dell'ascolto senza interferenze.
L'elemento aria pervade ogni cosa anche perchè come nell'Universo anche nello yoga, l'aria attiva i processi fisici, mentali e spirituali è il veicolo e contemporaneamente la scintilla che accende il moto trasformativo. Pensiamo a come nel pranayama spostiamo l'aria da una parte all'altra del nostro corpo producendo effetti particolari che si riflettono sempre anche sul mentale realizzando spesso un differente stato!
Il rispetto dei propri limiti è un altro caposaldo di questo metodo, quindi mai si forza per prendere o mantenere una postura del corpo come neanche nel fare una tecnica di respirazione. Quando incontriamo il nostro limite possiamo provare a starci dentro invece di volerlo superare, vedere che se osserviamo costantemente, apprendiamo qualcosa, il limite diventa una risorsa, possiamo arrivare col tempo ad amarlo!
Così possiamo permetterci di essere congruenti, ossia perfettamente noi stessi, non ci sono più maschere, quindi senza una parte da sostenere, la tensione cede e finalmente possiamo sperimentare uno stato di immobilità e di pace.
Se immagino il fuoco nello yoga lo posso percepire nel saluto al sole, nella pulsazione Bramhana, è un fuoco che purifica, che lava, che mi prepara all'abbandono, al silenzio, ad accogliere.
Il fuoco mi dà la percezione del limite e dell'importanza del suo rispetto, immagino il suo calore benefico, ma so che se mi avvicino troppo mi posso bruciare, quindi ecco che l'azione va calibrata, moderata, sentita, anche nel movimento non perdo l'attenzione continuo ad ascoltare.

Nello stato di asana quindi nell'immobilità, sento l'energia della terra accogliente, fertile, sicura, fredda, immobile, quando realizzo la condizione “perfetta” (ossia quando la postura è corretta ma anche comoda), sento che la comodità mi permette di andare verso l'immobilità. In questa condizione è possibile percepire che possiamo “mollare la presa” ossia non abbiamo più nulla da fare se non dedicarci all'osservazione di ciò che è, sviluppando una maggior consapevolezza.
Scivolo senza pretendere verso l'elemento etere, quando sono nelle pause e riesco a lasciarmi andare e accedere a quello spazio eterico dove prendo coscienza del mio corpo pranico e della sua realtà invisibile, espando la mia coscienza.
Quando l'allievo comincia a vedere che la cosa più importante non è nel risultato dell'azione ma nell'azione stessa, nell'essere tutt'uno con l'azione, allora facilmente lo yoga si manifesta, e quindi si realizza quel benessere tanto anelato “lo stato d'unità”, non c'è più separazione fra l'azione e colui che agisce, possiamo sperimentare uno stato di pace.
In questo modo di lavorare la cosa veramente importante non è il che cosa ma il come.

I principi su qui si basa questo metodo di lavoro nascono dall'intuizione del grande maestro Gerard Blitz che li portò nel nostro mondo dando a tutti una chiave di lettura per poter strutturare una pratica adatta a tutti.
Il principio della gradualità, della compensazione, della gravità, dell'uso dei mezzi regolatori, della compensazione.

Quindi le tecniche sono semplici e avvicinabili da chiunque perchè adattabili alla persona stessa, non è la persona che si adatta all'esercizio ma è l'esercizio che si adatta alla persona.
I tempi non sono mai imposti, la conduzione è sotto forma di invito e lascia all'allievo la possibilità di scegliere, in modo che con la pratica si sviluppi l'autonomia e l'autostima necessaria a proseguire il proprio percorso di vita, nella direzione della propria vera natura.

Gli obiettivi di questo metodo sono:

  • ripristinare una buona mobilità delle articolazioni
  • sciogliere e rafforzare la muscolatura
  • stimolare la circolazione sanguigna e linfatica 
  • sbloccare le fasce respiratorie
  • sviluppare la capacità di rilassarsi
  • sviluppare consapevolezza di sé
  • favorire la  salutogenesi ossia produrre salute

Lo scopo di questo percorso è migliorare la qualità della propria vita!

Quindi non si tratta di copiare o imitare qualcuno ma si tratta invece di far nascere la posizione da dentro, immaginando che sarà l'espressione di ciò che sentiamo nella nostra parte più intima, quindi non si può imitare perchè ogni persona è unica!
In questo metodo di approccio allo yoga c'è la volontà di costruire una relazione con l'allievo, nel rispetto reciproco quindi senza idealizzazioni e supremazia ma da persona a persona. Nella tradizione lo Yoga si trasmette da maestro ad allievo, siccome la comunicazione avviene principalmente attraverso il non verbale possiamo immaginare quanto sia ricco il nostro dialogo.  
Nella strada che percorriamo insieme ci sono tappe anche ludiche, perchè la prima forma di apprendimento è il gioco, con questo strumento possiamo contattare le nostre emozioni e conoscerle, imparando a vedere aspetti della nostra personalità, per arrivare ad una visione un po' più completa e quindi un po' più integrata di noi.


Angela Stradi

 

  • conoscenza delle tecniche di Yoga
  • conoscenza delle basi culturali e filosofiche dello Yoga
  • conoscenza delle basi scientifiche
  • conoscenza delle basi del counseling
  • sviluppo delle proprie potenzialità umane

programma completo

 

I livello Lo Yoga in gravidanza e nella nascita

  • conoscenza delle tecniche di yoga applicato alla gravidanza e alla nascita
  • conoscenza della fisiologia della gravidanza e della nascita
  • conoscenza delle basi del counseling
  • acquisizione di strumenti utili nell’accogliere la vita naturalmente

I livello Lo Yoga per bambini e anziani

  • Imparare gli esercizi e la modalità con cui proporre lo yoga applicato ai bambini e agli anziani
  • conoscenza delle fasi dello sviluppo psicofisico del bambino e dei processi di invecchiamento
  • conoscenza della pedagogia dello yoga
  • acquisizione di strumenti utili per l’accudimento

 

  • approfondire lo studio della propria pratica personale
  • approfondire argomenti teorici inerenti allo Yoga e alla sua pedagogia
  • avere l'occasione di uno scambio alla pari, con altri insegnanti, per poter condividere e confrontarsi
  • lavorare su di sé avvalendosi di una supervisione condotta da professionisti della comunicazione, per poter sviluppare maggior conoscenza di sé e coscienza delle proprie risorse e potenzialità

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