La “terapia” della consapevolezza

Scrivere della Gestalt, della Terapia della Consapevolezza in due pagine…è una bella impresa, soprattutto perché, sia per il Counseling che per la Psicoterapia, è uno strumento operativo estremamente pratico e concreto, nonché una grande filosofia di vita…
Il primo dato di partenza è lei, la parola tedesca Gestalt, che significa Forma. E proprio uno dei principi di questo approccio è basato sulla nostra modalità di

percezione della realtà che secondo questa teoria avviene appunto attraverso la forma globale. Mmhhh, un po’ complesso?

Provo a darvi un esempio concreto. Leggete velocemente questo testo scritto in grassetto…
NON IMORPTA IN CHE ORIDNE APAPAINO LE LETETRE IN UNA PAOLRA, L’UINCA CSOA IMNORPTATE E’ CHE LA PIMRA E L’ULIMTA LETETRA SINAO NEL PTOSO GITUSO.  IL RIUSTLATO PUO’ SERBMARE MLOTO CNOFSUO MA NOONSTATNE TTUTO SI PUO’ LEGERGE SEZNA MLOTI PRLEOBMI
..il vostro cervello ha percepito la struttura globale della parola e nell’elaborazione delle informazioni ha ovviato a ciò che rappresenta un errore, una mancanza, tendendo a ritornare all’ordine e di “andare avanti” cioè permettendovi di leggere e di comprendere nonostante tutto.
Quello che qui avete sperimentato molto velocemente a livello percettivo, avviene similmente in un tempo molto più dilatato anche a livello psicologico e si traduce in ciò che viene definito come gestalt interrotta: se c’è nel vostro “vivere la vita”, nel vostro modo di sentirvi, di relazionarvi, una modalità “errata”  o forse nevrotica, nel senso che non vi porta a vivere la vita con pienezza e soddisfazione, la vostra persona tenderà automaticamente a far ripetere questa situazione infinitesime volte per permettervi di portarla (finalmente) all’ordine, cioè  chiudere quella  gestalt/forma che era rimasta aperta, interrotta. Un esempio concreto?
Vi trovate ad avere a che fare sempre con lo stesso tipo di uomo o di donna, e questo tipo di rapporto non appaga la vostra vita? Vi capita sempre di essere abbandonati, o di abbandonare?...fino a quando non imparerete ciò che c’è da imparare su quel tipo di rapporto nel vostro modo di starci, la situazione si ripeterà e continuerete ad innamorarvi di quel genere di persona fino a quando non attuerete un cambiamento, un pensiero, un comportamento funzionale per voi e per la vostra realizzazione.
“Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto”.
Questo ci parla anche di un altro punto importante per la Gestalt, la Responsabilità che ognuno di noi ha della propria vita, dei propri pensieri, comportamenti e insoddisfazioni. Se siamo insoddisfatti…l’unica persona che può fare qualcosa per noi…siamo noi!
“La realtà non è ciò che ci accade, ma ciò che noi facciamo con quello che ci accade”! Ecco perché la Gestalt si centra sul QUI ED ORA, sul PARLARE IN PRIMA PERSONA senza generalizzare, sul PARLARE AL PRESENTE, senza bloccarsi nel passato o nel futuro, perché TUTTO CIO’ CHE PUOI FARE PER INIZIARE A RISOLVERE IL TUO PROBLEMA LO PUOI FARE TU, QUI ED ORA.  Una dichiarazione non da poco. Ecco perché è chiamata la Terapia della Consapevolezza, perché Consapevolezza è l’obiettivo continuo da raggiungere ma è anche lo strumento con cui noi possiamo evolverci, chiudendo le nostre gestalt interrotte e procedendo per la nostra completa realizzazione.
E’ sicuramente un approccio dinamico, la consapevolezza stessa è qualcosa di dinamico, sempre in continuo cambiamento di ciò che c’è nel qui ed ora…
Ma attenzione, non è incalzante anche se lo può sembrare…lo stesso Perls diceva “..non spingere il fiume, esso scorre da solo. Ogni interferenza con l’elasticità dello scambio figura-sfondo, causa fenomeni nevrotici…”
Ma ecco quindi un altro concetto chiave…

Vaso e Profili (Rubin)


 
L’immagine icona della Gestalt  ci parla infatti di Figura e Sfondo come una coppia  in rapporto di esistenza reciproca  poiché togliendone uno l’altro scompare. A livello di percezione visiva, in base a dove mettiamo il focus  definiamo ciò che diventa la figura emergente  e ciò che rappresenta invece lo sfondo. Nell’immagine sopra, guardando “il bianco”, il vaso diventa la figura emergente mentre “il nero” diventa lo sfondo. Ma se cambiamo il focus, cambia anche la figura e lo sfondo: se guardo “il nero” i profili diventano la figura e “il bianco” diventa lo sfondo.
Questo “gioco elastico” è possibile e auspicabile a livello percettivo, ma anche psicologico…
Invertire il rapporto figura-sfondo, cambiare il focus, spostare l’attenzione considerando lo sfondo come  figura emergente significa attuare il pensiero creativo, attuare un cambiamento nel modo di vedere la nostra situazione.
Questo significa che ad esempio se ho un problema con un collega in ambito lavorativo (ma può essere anche una difficoltà di comunicazione con la suocera, il vicino di casa, il compagno di vita…) e decido di andare da un Gestalt Counselor (che fatica riconoscere di avere bisogno d’aiuto eh? Meglio essere wonderwoman o superman e fare tutto da sé???!!!) attraverso una tecnica detta “sedia vuota” potrò sperimentarmi dicendo tutto alla persona chiamata in causa, immaginata a sedere nella sedia vuota…. Potrò dire tutto, ma proprio tutto quello che sento, penso, voglio comunicare senza preoccuparmi delle conseguenze…
E credetemi, già in questo primo passo molta della tensione accumulata a livello emotivo, mentale e fisico viene scaricata.
Ok…direte voi e poi???  Io torno al lavoro e non cambia nulla!
Ma ecco che qui entra in gioco l’inversione figura-sfondo.
Il Gestalt Counselor vi inviterà a sedervi nella sedia vuota per sentire cosa c’è nel mondo dell’altro…
E credetemi ancora una volta…cambiare il punto di vista aumenta la percezione che abbiamo della realtà…Non solo, le nuove informazioni aggiunte, quelle che vengono dal sentire, dallo sperimentare la realtà dell’altro, permettono al nostro cervello di attuare maggiori connessioni tra i nostri neuroni, le cosiddette sinapsi, e questo non può far altro che aumentare quello che viene tecnicamente chiamato Problem Solving e cioè la nostra capacità di trovare soluzioni creative ai nostri problemi.
Possiamo iniziare così ad attuare nuove azioni e comportamenti che ci permettono di cambiare ciò che non ci piace, che non è buono per noi e per la nostra realizzazione…
Perché non agire per avere il meglio dalla nostra vita se possiamo scegliere di farlo?


[Brano estrapolato da articolo pubblicato su “L’Edizione” n 16,anno 2011 Casa Editrice Farned]


Bibliografia:
R. Zerbetto “La Gestalt. Terapia della Consapevolezza” Ed. Xenia è un bignami perfetto! Ma se volete approfondire di più consiglio E.Giusti V. Rosa “Psicoterapie della Gestalt” Ed. Sovera. Per gustarvi invece  aforismi terapeutici in abbondanza G. Nardone “Cambiare occhi toccare il cuore” Ed Ponte alle Grazie

Contatti

Elisabetta Vera Graziani
T 347 1031011
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